Nell’ultimo anno ho partecipato a svariate riunioni con la cittadinanza e mi sono impegnato in un ascolto interessato ed attivo per comprendere le necessità della gente.
Ed ho scoperto che… le persone non vogliono andare sulla luna!
In che senso?
Mentre la politica locale si avvita in mirabolanti piroette attorno ai massimi sistemi, confondendoli per obiettivi di progresso, si è completamente dimenticata di come si fa a camminare.
Insomma, per dirlo con altre parole, le persone hanno bisogno di cose semplici.
Se manca cura ed attenzione nelle cose tangibili, come pensate ci possano chiedere di disegnare insieme il futuro del territorio e della società?
Che credito pensate ci possano dare?
Se non riusciamo a tenere pulita una strada, a tagliare l’erba e pulire le caditoie, a curare gli spazi verdi, a studiare e mettere in sicurezza i fiumi, ad alzare i livelli di sicurezza stradale, a ridurre code ed attese, a spingere su una mobilità sostenibile a 360°, a garantire una sanità pubblica gratuita, attenta ed accogliente, un’istruzione efficace e di spirito collettivo, che importanza pensate avrà incassare e spendere a pioggia questi benedetti fondi del PNRR?
Nessuna.
E’ incredibile quanto lavoro ci sia da fare per riavvicinare la politica alle cose tangibili, quelle piccole grandi cose che quotidianamente determinano la qualità della nostra vita.
Proviamoci, perché vale la pena tentare.
Così non si può andare avanti, a perdersi in un bicchier d’acqua.
