Tutti gli anni i bambini che aspettano Babbo Natale si fanno l’esame di coscienza e si autoassolvono perché in fondo, beh, non sono stati così cattivi, hanno fatto i birboni, è vero, ma la colpa è del babbo e della mamma che rompono le scatole o del fratellino che ha colpito per primo, o degli altri che non hanno capito.
Così tutte le campagne elettorali la “maggioranza” ripolese si autoassolve scoprendosi ambientalista (beh sì dai abbiamo cementificato più di 20 ettari, ma l’abbiamo fatto per i posti di lavoro ed il prestigio), democratica (i percorsi partecipativi li facciamo solo in campagna elettorale, tanto è dieci anni che caliamo noi dall’alto le decisioni quando sono già prese, senza ascoltare nessuno) e pluralista (sì dai decide uno e poi si vota in consiglio comunale, ma che dobbiamo fare!).
Questa pagliacciata è già cominciata anche a questa tornata elettorale e da almeno un mesetto ne vediamo i nefasti risultati sui social (ma stavamo già a posto anche prima con le balle).
Eppure non sbaglia chi si ricicla sempre come lo si vuole. C’è una domanda, lui si trasforma nell’offerta giusta.
Sbaglia chi continua a credere che queste persone possano cambiare e soprattutto che siano in buona fede.
Spero, tanto, che stavolta i Ripolesi decidano di cambiare qualcosa.
