Caro Gino,
io non sono nato al Ponte a Ema, paesano sono diventato. Ma in fondo mia nonna qui era nata ed era destino così. Qui infatti, mi sento a casa.
Spero che un pezzettino dell’esempio tuo, per osmosi, mi arrivi. “Il bene si fa ma non si dice. E certe medaglie si appendono all’anima, non alla giacca.”
Chissà quanto ti sembreremmo stupidi oggi a non aver imparato niente, a continuare ad uccidere, minacciare, sterminare l’altro. A costringere il mondo a cercare nuovi eroi come te.
Facciamo di tutto per non dimenticare.
Non dimentichiamo lo sterminio degli ebrei.
Non dimentichiamo quanta bestialità può nascere dal silenzio.
Oggi, non dimentichiamoci degli ultimi, di tutti quelli in pericolo di vita per l’umana cattiveria.
Siamo un’unica umanità. Sempre.
